Il mostro vulcanico nascosto che accelera la rotazione di Marte: il giorno si accorcia

Qualcosa di colossale si muove nelle profondità di Marte

Nelle viscere di Marte si agita lentamente qualcosa di straordinariamente grande — e le conseguenze si fanno sentire fino alla durata di una giornata marziana. Non si tratta di fantascienza: i dati sono reali e le implicazioni sono sorprendenti.

Nuove misurazioni elaborate da ricercatori olandesi e internazionali rivelano che il Pianeta Rosso è tutt'altro che il mondo morto e silenzioso che si credeva. Un'enorme massa leggera sepolta nel mantello, proprio sotto l'altopiano vulcanico di Tharsis, starebbe accelerando la rotazione di Marte in modo progressivo e misurabile.

Il giorno su Marte si accorcia ogni anno un po' di più

Fin dalle missioni Viking degli anni Settanta, gli scienziati tengono traccia con precisione della velocità di rotazione di Marte. Il risultato è inequivocabile: il pianeta gira sempre più in fretta intorno al proprio asse. La giornata marziana, che oggi dura circa 24 ore e 37 minuti, si riduce ogni anno di circa 7,6 × 10⁻⁴ millisecondi.

Per un essere umano questa variazione è del tutto impercettibile. Per un geologo planetario, invece, è un segnale inequivocabile: qualcosa nelle profondità di Marte si sta redistribuendo. Qualunque cambiamento del genere richiede necessariamente un riassestamento interno della massa del pianeta.

Il pianeta accelera perché la massa si sposta verso l'asse di rotazione, esattamente come un pattinatore artistico che stringe le braccia al corpo per girare più veloce.

Il principio fisico alla base è semplice ma potente: quando la massa si avvicina all'asse di un corpo in rotazione, il momento d'inerzia diminuisce e la velocità angolare aumenta. La domanda che i planetologi si sono a lungo posti era: cosa si sta spostando esattamente, e perché proprio adesso?

Tharsis: l'altopiano vulcanico che tradisce la gravità

La pista porta dritta a Tharsis, il gigantesco altopiano vulcanico di Marte. Questa regione è grande all'incirca quanto l'Africa e ospita alcuni dei vulcani a scudo più imponenti dell'intero sistema solare, tra cui il celebre Olympus Mons, con i suoi 21,2 chilometri di altezza.

Una massa così colossale perturba inevitabilmente il campo gravitazionale marziano. I satelliti in orbita accelerano leggermente avvicinandosi alla regione e rallentano non appena la superano. Da queste sottili variazioni è stata ricavata una vera e propria mappa gravitazionale del pianeta.

Su quella mappa emerge non soltanto un'anomalia gravitazionale positiva sotto Tharsis, ma anche un ampio "anello" di gravità ridotta tutt'intorno. Questo schema suggerisce che la causa non risiede unicamente nella crosta superficiale, bensì si estende molto più in profondità, nel mantello.

I modelli fallivano finché non si guardò in profondità

Per anni i ricercatori hanno tentato di spiegare questo segnale gravitazionale variando lo spessore e la rigidità della crosta. Ogni volta il modello si bloccava: per quanto sofisticati fossero i calcoli, misurazioni e simulazioni continuavano a non coincidere.

Soltanto quando gli scienziati hanno incluso le strutture del mantello profondo nell'analisi, il tassello mancante è andato al suo posto. L'unica soluzione compatibile con tutti i dati disponibili è la presenza di un'enorme "lente" di materia relativamente leggera e calda, collocata a circa 1.200 chilometri di profondità, larga circa 1.500 chilometri e spessa all'incirca 400 chilometri.

Questa regione del mantello riscaldato è stimata circa 60 chilogrammi per metro cubo più leggera dell'ambiente circostante — una differenza sufficiente a influenzare lentamente la rotazione di un intero pianeta.

A causa della sua minore densità, questo materiale tende a salire verso l'alto, come una bolla d'aria nell'acqua. Mentre questa massa risale lentamente, la distribuzione interna della materia marziana cambia — e con essa, inevitabilmente, la velocità di rotazione.

InSight ha aperto per la prima volta una finestra sull'interno di Marte

La vera svolta è arrivata grazie al lander NASA InSight, atterrato su Marte nel 2018 con la missione specifica di "ascoltare" le profondità del pianeta attraverso un sismometro ad altissima sensibilità.

Rilevando i marsquake e l'impatto di meteoriti, i ricercatori hanno potuto determinare lo spessore della crosta, la rigidità della litosfera e la profondità alla quale inizia il nucleo liquido. Questo ha eliminato molte delle incertezze che ostacolavano i modelli precedenti.

  • Spessore medio della crosta: circa 55 chilometri
  • Densità della crosta: approssimativamente 3.050 kg per metro cubo
  • Profondità della litosfera: circa 500 chilometri
  • Nucleo di Marte: parzialmente liquido

Con questi punti di riferimento solidi, i modelli gravitazionali hanno potuto essere affinati con una precisione prima impossibile. Solo combinando i dati sismici con le misurazioni gravitazionali, la massa profonda e leggera sotto Tharsis è emersa con chiarezza dai calcoli.

Due flussi di dati, un'unica storia coerente

Lo studio dimostra quanto sia potente combinare metodologie di misurazione diverse. Con i soli dati gravitazionali resta aperto un ventaglio troppo ampio di spiegazioni possibili. Con la sola sismica si perdono le variazioni di massa su larga scala.

Usando contemporaneamente le misurazioni gravitazionali e i dati sui marsquake, una struttura altrimenti "invisibile" diventa rilevabile — e si adatta perfettamente all'accelerazione di rotazione osservata.

Il risultato è un modello che descrive il campo gravitazionale complessivo di Marte con una precisione superiore a qualsiasi tentativo precedente, stabilendo al tempo stesso un collegamento diretto tra una struttura interna del mantello e la rotazione crescente del pianeta.

Cosa ci dice tutto questo sul vulcanismo marziano?

Un pennacchio del mantello in risalita sotto Tharsis tocca uno dei nodi più dibattuti della planetologia: Marte è ancora geologicamente attivo? Per decenni il pianeta è stato considerato un mondo spento, i cui vulcani si erano addormentati milioni di anni fa.

Eppure alcune tracce nelle rocce suggeriscono un vulcanismo relativamente recente. Certi meteoriti marziani, come gli shergottiti recuperati sulla Terra, sembrano provenire da colate laviche prodotte in tempi geologicamente abbastanza recenti.

Un pennacchio del mantello ancora attivo potrebbe essere il motore di queste eruzioni giovani. Se quel pennacchio sta ancora cercando la propria strada verso la superficie, i grandi vulcani a scudo marziani non sono necessariamente spenti per sempre. Non significa che domani erutta un vulcano, ma l'immagine di un pianeta completamente congelato comincia a vacillare.

Come si può davvero confermare un processo così profondo?

I ricercatori sottolineano che i dati attuali forniscono un'indicazione forte ma ancora indiretta. Per ottenere conferme definitive, propongono una nuova missione dedicata al monitoraggio del campo gravitazionale marziano su scala di decenni e con una precisione straordinaria.

Se la massa leggera nel mantello si sposta in modo misurabile nel corso del tempo, quel movimento dovrebbe riflettersi in variazioni sottili ma rilevabili del campo gravitazionale. È come pesare qualcosa con una bilancia sensibile al milligrammo — ma su scala planetaria.

Perché un Marte che accelera ci riguarda da vicino

Le implicazioni vanno ben oltre Marte stesso. Comprendere come calore e materiale si spostano nel mantello permette di capire meglio il ciclo vitale dei pianeti rocciosi in generale.

Pianeta Attività attuale Processo caratteristico
Terra Molto attiva Tettonica a placche, potenti pennacchi del mantello
Venere Probabilmente attiva Rimodellamento su larga scala della superficie per vulcanismo
Marte Debolmente attivo Pennacchi del mantello lenti e isolati, senza tettonica a placche

Marte sembra trovarsi in una sorta di stato intermedio: troppo piccolo per sostenere una tettonica a placche duratura come quella terrestre, ma ancora abbastanza caldo da mantenere localmente pennacchi del mantello. La durata di questo processo rivela qualcosa di fondamentale su quanto rapidamente un pianeta si raffreddi e per quanto tempo possa mantenere acqua liquida e un'atmosfera densa.

Per le future missioni con equipaggio, l'idea di un pianeta "non ancora del tutto morto" è tutt'altro che irrilevante. Il vulcanismo attivo comporta rischi, ma offre anche opportunità: le zone calde possono sciogliere il ghiaccio, liberare gas e minerali, e diventare risorse naturali preziose per colonie o basi scientifiche.

Cosa sono i pennacchi del mantello e le anomalie gravitazionali?

Un pennacchio del mantello è una colonna di roccia più calda e leggera che risale dal mantello profondo verso la superficie. Sulla Terra, le Isole Hawaii e l'Islanda sono spesso citate come esempi classici di vulcanismo alimentato da questo tipo di struttura.

Le anomalie gravitazionali sono piccole deviazioni della gravità rispetto a quella di un pianeta idealmente uniforme. Nascono dalle differenze di densità: i blocchi rocciosi più pesanti esercitano una forza gravitazionale leggermente maggiore, quelli più leggeri leggermente minore. Misurando queste variazioni con estrema precisione, è possibile dedurre strutture profondamente sepolte senza mai perforare la superficie.

Nel caso di Marte, tutto ruota attorno alla combinazione di questi due concetti: un pennacchio del mantello abbastanza leggero da risalire, ma abbastanza grande da alterare impercettibilmente sia la gravità che la rotazione di un intero pianeta.

In senso più ampio, questo studio mostra quanto i pianeti rimangano sensibili ai processi interni, anche quando la loro superficie appare immobile e polverosa. Dietro quel paesaggio apparentemente congelato opera ancora un sistema lento ma potente di calore, roccia e gravità — esattamente il tipo di dinamica che, su altri mondi, può fare la differenza tra una roccia sterile e un pianeta ospitale alla vita.

Author

  • Camilla Boniardi è una content creator e autrice italiana, conosciuta per i suoi contenuti ironici e autentici legati alla vita quotidiana. Nei suoi materiali condivide riflessioni, piccoli lifehack pratici ed emotivi, oltre a consigli su relazioni, routine e benessere. Il suo stile spontaneo e diretto la rende particolarmente vicina al pubblico.

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