Il popolare rimedio ayurvedico su TikTok si rivela un costoso bluff

Cosa si nasconde davvero dietro allo shilajit, senza il linguaggio del marketing

Gli esperti sollevano seri dubbi. Lo shilajit, una resina nerastra proveniente da zone montuose come l'Himalaya, compare sempre più spesso in video, negozi online e kit di influencer. Prometterebbe di ridurre le infiammazioni, potenziare i muscoli, aumentare il libido e persino proteggere il cervello. Affascinante, vero? Ma la scienza è ancora molto lontana dal confermare tutto questo.

Lo shilajit — conosciuto anche come mumijo — è una sostanza naturale simile al catrame che filtra dalle fessure delle rocce nelle regioni di alta montagna. Presente soprattutto nell'area himalayana, ma anche nelle regioni dell'Altai e del Caucaso. Si forma probabilmente da antichi materiali vegetali accumulatisi per secoli nelle rocce e lentamente decomposti da batteri, funghi e altri microrganismi.

Dal punto di vista chimico si tratta di una miscela complessa contenente centinaia di sostanze diverse. Le analisi mostrano che circa l'80% è composto da acidi umici e fulvici, a cui vengono spesso attribuiti preunti effetti antinfiammatori e citoprotettivi.

Tra gli altri componenti dello shilajit troviamo:

  • minerali come ferro, calcio, potassio e magnesio
  • oligoelementi come cromo, selenio e cobalto
  • aminoacidi, in particolare glicina
  • proteine e acidi grassi
  • vari composti bioattivi, come gli acidi caffeici

Tutto questo può sembrare impressionante, ma un lungo elenco di ingredienti non trasforma automaticamente un prodotto in un farmaco. Molte di queste sostanze si trovano già in alimenti comuni, spesso in forme meglio studiate e più facilmente assorbibili dall'organismo.

Lo shilajit assomiglia più a un integratore multivitaminico costosissimo e scarsamente documentato che a un rimedio terapeutico di comprovata efficacia.

Quali effetti vengono promessi — e cosa dice davvero la ricerca?

Dal libido al testosterone: quanto è solida la base scientifica?

Nella medicina ayurvedica tradizionale, lo shilajit viene usato da secoli per "rafforzare" corpo e mente. In particolare negli uomini, si sostiene che supporti fertilità e funzione sessuale. Anche nel marketing moderno si punta molto su maggiore energia, forza muscolare e livelli di testosterone più elevati.

Esiste uno studio del 2015, di piccole dimensioni, in cui uomini tra i 45 e i 55 anni hanno assunto 250 milligrammi di shilajit due volte al giorno per tre mesi. In questo gruppo è stato registrato un aumento del testosterone. Sembra notevole, ma i dettagli ridimensionano l'entusiasmo: i partecipanti erano solo 96 soggetti sani, senza confronto con altre terapie o interventi sullo stile di vita.

Senza studi più ampi, indipendenti e con gruppi di controllo, questo rimane un risultato esplorativo, non una base solida per affermazioni mediche. Un singolo risultato positivo non significa che funzioni per tutti, né che i benefici superino i possibili rischi.

Infiammazioni, diabete, problemi della pelle: tante promesse, pochi dati concreti

Influencer e venditori attribuiscono allo shilajit anche un'ampia gamma di benefici per la salute. Si sostiene che possa aiutare con:

  • problemi della pelle come acne ed eczema
  • malattie infiammatorie e dolori articolari
  • disturbi metabolici, incluso il diabete
  • generica "disintossicazione" e rafforzamento del sistema immunitario

In teoria, gli acidi fulvici e altre sostanze potrebbero influenzare i processi infiammatori nell'organismo. In pratica, le prove scientifiche attuali sono esigue. Molti studi sono piccoli, di qualità mediocre, oppure condotti in provette o su animali. Questo dice ben poco sull'effetto reale nell'essere umano che ingerisce una capsula o delle gocce.

Nel frattempo, prodotti comuni come verdura, frutta, cereali integrali, noci e legumi contengono già abbondanti quantità di sostanze vegetali con proprietà antinfiammatorie. Queste sono meglio studiate, più economiche e decisamente più sicure.

Ossa e cervello: titoli accattivanti, ricerca ancora agli albori

La ricerca recente esamina anche possibili effetti sulla densità ossea e sulle malattie neurologiche. Ci sono indizi che alcuni componenti dello shilajit potrebbero rallentare il ritmo della perdita ossea nelle donne in menopausa. Ma per questo esistono già farmaci e trattamenti ben testati, con linee guida e dosaggi chiari.

Per quanto riguarda il cervello, studi di laboratorio hanno mostrato che lo shilajit sembrava influenzare le proteine tau, coinvolte in malattie come l'Alzheimer. Si trattava però di ricerche su cellule in ambienti controllati, non su pazienti reali. Il salto da una capsula di Petri a un cervello umano è enorme.

Molte delle affermazioni attuali si basano su lavori di laboratorio e studi su piccola scala. Questo è interessante per i ricercatori, ma non è un motivo per acquistare integratori in massa.

Rischi ed effetti collaterali: quello che spesso non viene detto

Contrariamente a quanto suggerisce l'entusiasmo online, lo shilajit non è un innocuo "booster naturale". Provenendo da strati rocciosi, può essere contaminato da metalli pesanti e altre sostanze indesiderate per l'organismo.

Tra gli effetti collaterali segnalati e possibili troviamo:

  • disturbi gastrointestinali, come nausea e dolori addominali
  • alterazioni dell'equilibrio ormonale femminile
  • interazioni con farmaci, ad esempio anticoagulanti e medicinali per il diabete
  • aumento dei valori di creatinina, con rischi per chi soffre di problemi renali o di iperuricemia

C'è un problema ulteriore: gli integratori come lo shilajit spesso non sono soggetti ai rigorosi controlli previsti per i farmaci. La composizione esatta può variare enormemente da marca a marca, da lotto a lotto e a seconda della provenienza. Un flacone può essere relativamente sicuro, mentre un altro può contenere concentrazioni molto più elevate di metalli pesanti.

Perché i social media amplificano così tanto questi prodotti

Lo shilajit si inserisce perfettamente nel meccanismo su cui si reggono piattaforme come TikTok e Instagram: contenuto breve, visivo e pieno di promesse. Una gocciolina nera nell'acqua, un corpo atletico in primo piano, un testo accattivante sulla "forza della natura" — e il video diventa virale in pochissimo tempo.

A questo si aggiungono schemi prevedibili e ricorrenti:

  • le testimonianze personali di successo soffocano qualsiasi analisi critica
  • i modelli di guadagno con link affiliati e codici sconto condizionano il messaggio
  • l'incertezza scientifica viene raramente menzionata, perché genera meno coinvolgimento
  • l'idea di una "tradizione millenaria" ispira fiducia, anche in assenza di dati moderni

Chi cerca informazioni finisce spesso per imbattersi per prima cosa in negozi online e influencer. Fonti autorevoli come farmacisti, medici o istituti di ricerca indipendenti hanno molto meno visibilità negli algoritmi.

Cosa funziona davvero se vuoi migliorare energia e salute?

Chi si sente privo di energie o vuole supportare ormoni, sistema immunitario o memoria spera spesso in una soluzione rapida sotto forma di pillole o gocce. Lo shilajit sfrutta abilmente questo desiderio. Eppure esistono percorsi più sostenibili e meglio fondati scientificamente.

Per molte persone, le seguenti strategie offrono risultati più duraturi rispetto a qualsiasi integratore di tendenza:

  • dormire a sufficienza: dalle 7 alle 9 ore per notte con orari regolari
  • muoversi ogni giorno: camminare, andare in bicicletta, fare allenamento con i pesi o qualsiasi sport
  • un'alimentazione ricca di verdura, frutta, cereali integrali, legumi e noci non salate
  • ridurre cibi ultra-processati, bevande zuccherate e consumo eccessivo di alcol
  • rivolgersi a un medico per i disturbi, invece di automedicarsi con consigli trovati online

La maggior parte dei benefici promessi dallo shilajit si ottengono già attraverso cose fondamentali come sonno, alimentazione e movimento — senza effetti collaterali sconosciuti.

Approfondimento: cosa sono gli acidi umici e fulvici?

Gli acidi umici e fulvici sono naturalmente presenti nel suolo, nel compost e nelle acque superficiali. Si formano durante la decomposizione dei residui vegetali e sono importanti per la fertilità dei terreni. Sotto forma di integratori vengono presentati come potenti antiossidanti capaci di proteggere le cellule dai danni.

Sebbene questo venga talvolta osservato in esperimenti in provetta, ciò dice ben poco su ciò che accade nel corpo umano. Il tratto gastrointestinale degrada parte di queste sostanze, l'assorbimento varia notevolmente e la dose effettiva che raggiunge il sangue è spesso sconosciuta. Senza dati affidabili su dosaggio, sicurezza ed efficacia, ogni utilizzo diventa una sorta di esperimento personale.

Quando è indispensabile consultare un medico o un farmacista

Chi, nonostante tutte le avvertenze, sta valutando di usare lo shilajit, farebbe bene a consultare prima un professionista sanitario. È necessaria particolare cautela per chi:

  • ha problemi renali o ha avuto in passato valori elevati di creatinina o acido urico
  • è in gravidanza o allatta al seno
  • assume anticoagulanti, farmaci per il diabete o terapia ormonale
  • utilizza altri integratori dalla composizione incerta

Un farmacista può spesso valutare rapidamente se esiste il rischio di interazioni dannose. I medici, inoltre, possono verificare se eventuali disturbi sottostanti richiedono attenzione specifica, invece di ricorrere a un nuovo rimedio "naturale" che colpisce soprattutto il portafoglio.

Author

  • Camilla Boniardi è una content creator e autrice italiana, conosciuta per i suoi contenuti ironici e autentici legati alla vita quotidiana. Nei suoi materiali condivide riflessioni, piccoli lifehack pratici ed emotivi, oltre a consigli su relazioni, routine e benessere. Il suo stile spontaneo e diretto la rende particolarmente vicina al pubblico.

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