Per quanto tempo dovresti riuscire a tenere il plank in base alla tua età

Il plank sembra una gara sui social, ma gli allenatori la vedono in modo molto diverso

Non vince chi resta a terra più a lungo, ma chi riesce a mantenere il corpo sotto controllo nel modo più preciso. Quanto sia "abbastanza lungo" dipende dall'età, dalla tecnica e soprattutto dall'obiettivo: stare in salute, non diventare virali su TikTok.

Perché i personal trainer amano così tanto il plank

Il plank è semplice, non richiede attrezzatura e si può eseguire praticamente ovunque. Per questo motivo viene spesso definito il "2 in 1" della palestra: allena più gruppi muscolari contemporaneamente.

Eseguito correttamente, il plank coinvolge attivamente:

  • i muscoli addominali retti (parte anteriore del tronco)
  • gli obliqui addominali (stabilizzano e permettono la rotazione)
  • i muscoli profondi del core lungo la colonna vertebrale
  • le spalle e la parte superiore della schiena
  • i glutei e i muscoli anteriori delle cosce

Un core forte rende i movimenti quotidiani più sicuri: sollevare pesi, piegarsi, salire le scale e persino stare fermi in piedi richiede meno fatica quando il tronco lavora correttamente.

I ricercatori evidenziano vantaggi particolarmente significativi negli anziani. Un tronco stabile riduce il rischio di cadute e aiuta a mantenere l'autonomia più a lungo. Ma anche per i più giovani, un core solido è la base di quasi ogni disciplina sportiva: corsa, ciclismo, tennis, calcio e molto altro.

Quanto a lungo dovresti tenere il plank in base all'età?

Non esiste un tempo ideale universale. Tuttavia, molti allenatori utilizzano delle linee guida basate sull'età per valutare la propria condizione fisica. Considerale come un orientamento, non come un esame da superare.

Età Obiettivo per una persona mediamente in forma Riferimento ambizioso
18–39 anni da 45 a 90 secondi fino a circa 2 minuti
40–59 anni da 30 a 75 secondi fino a circa 90 secondi
60 anni e oltre da 20 a 60 secondi costruire gradualmente, qualità prima del tempo

Considera questi numeri come utili punti di riferimento lungo il percorso, non come standard rigidi. Molti trainer mettono in guardia contro l'ossessione da prestazione. Chi si spinge con la forza di volontà verso i tre o quattro minuti tende a compensare con la schiena inarcata o le spalle sollevate — e questo non porta a nessun beneficio reale.

I tempi del plank sono divertenti da confrontare, ma dicono poco se la postura crolla. Trenta secondi con una forma perfetta valgono molto di più di tre minuti con dolore alla zona lombare.

Prima la tecnica: ecco come si esegue un plank sicuro

Che tu arrivi a 20 o a 200 secondi, la posizione di base rimane invariata. Immagina che il tuo corpo formi una tavola perfettamente dritta dalla testa ai talloni.

Guida passo dopo passo per un plank corretto

  • Appoggia gli avambracci a terra con i gomiti direttamente sotto le spalle.
  • Estendi le gambe all'indietro e posiziona le punte dei piedi sul pavimento.
  • Contrai gli addominali come se ti aspettassi un colpo leggero allo stomaco.
  • Porta leggermente l'ombelico verso la colonna vertebrale per attivare i muscoli profondi del core.
  • Stringi i glutei e contrai la parte anteriore delle cosce.
  • Spingi attivamente verso l'alto con le spalle per evitare di "sprofondare".
  • Mantieni il collo lungo con lo sguardo rivolto al pavimento, leggermente davanti alle mani.

Ecco come capire se stai mantenendo una posizione corretta durante l'esercizio:

  • la zona lombare si abbassa: è il momento di fermarsi o di ridurre l'intensità
  • inizi a ondeggiare o muovere i fianchi: hai raggiunto il tuo limite massimo
  • senti dolore acuto alla schiena o alle spalle: smetti immediatamente

Iniziare con le ginocchia a terra non è "barare"

Chi si avvicina per la prima volta all'allenamento del core non deve necessariamente partire dalla versione classica. Il plank sulle ginocchia riduce il carico sulla zona lombare e sulle spalle, mantenendo però gli addominali attivi.

Come eseguire il plank sulle ginocchia:

  • assumi la stessa posizione di base del plank classico
  • appoggia le ginocchia a terra, eventualmente incrociate
  • mantieni comunque una linea retta dalle spalle alle ginocchia
  • conserva la tensione su addome, glutei e gambe

Considera il supporto delle ginocchia come un gradino intermedio, non come un passo indietro. Chi progredisce con calma e buona tecnica diventa strutturalmente più forte di chi si precipita nella versione completa prima del tempo.

Quante volte a settimana fare il plank per ottenere risultati?

La forza di questo tipo di esercizi statici risiede nella costanza. Tre volte a settimana è un buon punto di partenza per la maggior parte delle persone. Non è necessario impiegarci ore: alcune serie da 20 a 40 secondi possono già fare la differenza.

Schema di esempio per 3 livelli

  • Principianti: 3 × 20 secondi di plank sulle ginocchia, con 30 secondi di riposo tra le serie.
  • Intermedi: 3 × 30–45 secondi di plank classico, con 30–45 secondi di riposo.
  • Avanzati con esperienza sportiva: 4 × 45–60 secondi di plank, con eventuali varianti (plank laterale, plank con sollevamento della gamba).

Per progredire in modo sicuro, scegli un giorno fisso a settimana per testare il tuo tempo massimo. Gli altri giorni mantieni sessioni leggermente più brevi, così il corpo ha il tempo di recuperare adeguatamente.

Il plank non è tutto: guarda la tua forma fisica complessiva

La durata del plank dice qualcosa sulla forza del tronco, ma non racconta l'intera storia. Chi sale tre rampe di scale senza affanno, solleva una cassetta della spesa e riesce ancora a parlare normalmente, si trova spesso in una condizione migliore di chi eccelle in un unico esercizio isolato.

I trainer consigliano di abbinare il plank ad altri movimenti fondamentali, come:

  • squat controllati per gambe e glutei
  • affondi o lunges per equilibrio e mobilità dell'anca
  • esercizi di rinforzo della schiena come il superman o l'hip hinge
  • cardio leggero: camminata, ciclismo o jogging tranquillo

Un core sano non è un obiettivo a sé stante, ma fa parte di quanto agilmente scorre la tua vita quotidiana: dal mettersi i calzini al sollevare una valigia sul portabagagli.

Quando prestare attenzione o chiedere aiuto

Durante un plank normale è normale sentire una sensazione di bruciore all'addome e alle spalle, che scompare non appena ci si ferma. I segnali che indicano di rallentare sono:

  • dolore acuto alla zona lombare o al collo
  • sensazione di intorpidimento o formicolio alle braccia o alle gambe
  • vertigini o nausea

Le persone con problemi alla schiena, ernia del disco, pressione alta o disturbi alle spalle farebbero bene a consultare prima un fisioterapista o un medico sportivo. In certi casi le varianti modificate sono più sicure, come il plank contro un muro o con le mani su una panca.

Consigli pratici per non mollare

Molti abbandonano il plank perché lo trovano "noioso". Qualche piccolo accorgimento può aiutarti a resistere meglio:

  • usa un timer che conta alla rovescia, così non guardi continuamente l'orologio
  • conta lentamente i respiri (ad esempio 10–12 inspirazioni ed espirazioni profonde)
  • metti della musica tranquilla invece di ritmi frenetici: aiuta a gestire meglio la tensione
  • allenati con qualcuno e alternatevi nell'esecuzione

Chi desidera varietà può passare in seguito al plank laterale, al plank con sollevamento di braccia o gambe, oppure al plank su una superficie instabile come un cuscino. Queste varianti stimolano ancora di più i muscoli profondi, ma richiedono una base solida come punto di partenza.

Inserendo l'esercizio con costanza nel programma settimanale e aumentando gradualmente la durata, dopo poche settimane noterai spesso miglioramenti nella vita di tutti i giorni: meno fastidi alla schiena, maggiore stabilità durante la camminata o la corsa e una sensazione generale di maggiore solidità nel corpo.

Author

  • Camilla Boniardi è una content creator e autrice italiana, conosciuta per i suoi contenuti ironici e autentici legati alla vita quotidiana. Nei suoi materiali condivide riflessioni, piccoli lifehack pratici ed emotivi, oltre a consigli su relazioni, routine e benessere. Il suo stile spontaneo e diretto la rende particolarmente vicina al pubblico.

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