Il cancro al polmone avanza nei non fumatori: ecco le cause nascoste

Un cambiamento preoccupante nelle statistiche oncologiche

Sempre più persone ricevono una diagnosi di cancro al polmone senza aver mai toccato una sigaretta. I medici osservano uno spostamento inquietante nei dati epidemiologici, e le cause non sono sempre quelle che ci si aspetterebbe.

Quello che per decenni è stato considerato quasi esclusivamente una malattia dei fumatori si sta rivelando ben più complesso. I ricercatori individuano connessioni crescenti con l'inquinamento atmosferico, i gas radioattivi presenti nelle abitazioni e specifiche alterazioni genetiche nelle cellule tumorali.

Il cancro al polmone rimane il più letale in assoluto

A livello mondiale, il cancro al polmone è ancora la prima causa di morte per tumore. In molti paesi occupa il secondo posto tra gli uomini e rientra nei primi tre tra le donne. Il tabacco è responsabile di una quota stimata tra l'80 e il 90 percento di tutti i casi.

Eppure un altro dato emerge sempre più spesso nei rapporti medici: circa uno su dieci pazienti con cancro al polmone non ha mai fumato. In alcuni paesi, tra le donne questa proporzione sfiora addirittura la metà dei nuovi casi diagnosticati. Vent'anni fa gli oncologi quasi non registravano questo fenomeno.

Il cancro al polmone non è più esclusivamente una malattia dei fumatori: anche chi non ha mai fumato è esposto a un rischio reale e in crescita.

Tipi diversi di cancro al polmone, pazienti diversi

Quando i medici parlano di "cancro al polmone", in realtà si riferiscono a più malattie biologicamente distinte. Gli specialisti operano essenzialmente una distinzione principale:

  • Cancro al polmone a piccole cellule – aggressivo, a crescita rapida, fortemente associato al fumo
  • Cancro al polmone non a piccole cellule – cresce più lentamente, più spesso operabile o trattabile in modo mirato

Circa il 15 percento dei tumori polmonari appartiene al tipo a piccole cellule, nel quale il tabacco gioca un ruolo in quasi tutti i casi. Il resto rientra nella categoria non a piccole cellule. All'interno di questo gruppo spiccano i cosiddetti adenocarcinomi, che originano frequentemente nella parte periferica del polmone, a livello degli alveoli.

Proprio gli adenocarcinomi sono molto più comuni nei non fumatori e nelle donne. Nei fumatori il fumo danneggia principalmente le vie aeree più grandi. Nei non fumatori, invece, i tumori tendono a svilupparsi più in profondità, negli alveoli polmonari, dove si accumulano particelle fini e gas inalati.

Il cancro al polmone nei non fumatori: un quadro clinico a sé

Questa forma di cancro segue spesso un percorso diverso rispetto a quello nei fumatori. È ormai riconosciuta a livello mondiale come una delle principali cause autonome di mortalità oncologica. Le donne e le persone di origini asiatiche sembrano essere particolarmente vulnerabili.

I sintomi non sempre si manifestano come un classico "cancro al polmone". Tosse, lieve affanno o stanchezza vengono facilmente attribuiti ad asma, polmonite o semplice stress. Questo porta spesso a ritardi nella diagnosi che andrebbero evitati.

Ciononostante, le probabilità di sopravvivenza sono mediamente un po' più alte rispetto al cancro nei fumatori. I tumori dei non fumatori contengono frequentemente alterazioni genetiche specifiche su cui i farmaci moderni possono intervenire in modo mirato.

Le mutazioni genetiche come bersaglio terapeutico

L'analisi del tessuto tumorale rivela che le cellule cancerose dei non fumatori presentano un "profilo del DNA" diverso rispetto a quelle dei forti fumatori. Mutazioni in geni come EGFR, ALK, KRAS e altri geni meno noti svolgono un ruolo chiave in questo contesto.

Quando i laboratori identificano questi errori nel DNA, si aprono opportunità per le cosiddette terapie mirate. Si tratta di farmaci che colpiscono selettivamente le cellule portatrici di una specifica alterazione genetica, risparmiando in gran parte quelle sane.

I trattamenti mirati contro il cancro al polmone si basano sulla mappatura precisa degli errori del DNA presenti nel tumore.

Questa forma di medicina personalizzata richiede test sistematici: chi riceve una diagnosi di cancro al polmone senza aver mai fumato dovrebbe in linea di principio essere esaminato per individuare queste mutazioni. Ciò determina quali farmaci possano ancora essere efficaci quando la chirurgia o la radioterapia non sono sufficienti.

Perché i non fumatori sviluppano il cancro al polmone?

Se il tabacco non è coinvolto, la causa deve trovarsi altrove. I ricercatori preferiscono parlare di "fattori di rischio" piuttosto che di un unico elemento scatenante. Ecco alcune delle cause e delle associazioni meglio documentate dalla scienza.

Pericoli nascosti in casa: il radon e altre sostanze

Uno dei fattori di rischio non legati al fumo più importanti è il radon, un gas naturalmente radioattivo. Si forma nel suolo, soprattutto nelle aree ricche di granito o rocce vulcaniche. Attraverso cantine, vespai e crepe nelle fondamenta può infiltrarsi nelle abitazioni, senza che i residenti ne percepiscano odore o presenza visiva.

  • Il radon è inodore e invisibile
  • Tende ad accumularsi soprattutto negli ambienti scarsamente ventilati
  • È riconosciuto a livello internazionale come la seconda causa di cancro al polmone dopo il fumo

Un'esposizione prolungata a concentrazioni elevate di radon provoca danni al DNA delle cellule polmonari. Non tutti i paesi misurano o registrano sistematicamente la presenza di radon, il che fa sì che questo rischio venga spesso sottovalutato.

Anche sostanze come l'amianto, alcuni metalli e vapori industriali presenti sul luogo di lavoro continuano a giocare un ruolo significativo. Chi lavora o ha lavorato nell'edilizia, nella cantieristica navale, nell'industria metallurgica o in vecchi stabilimenti produttivi è esposto a un rischio aggiuntivo, anche senza aver mai fumato.

Inquinamento atmosferico: il collegamento con le polveri sottili

Un numero crescente di studi epidemiologici indica l'inquinamento dell'aria come forza trainante nell'aumento del cancro al polmone tra i non fumatori. Nel 2013 un'autorevole agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha classificato ufficialmente l'inquinamento atmosferico nel suo insieme, e in particolare le particelle più fini provenienti dal traffico e dall'industria, come cancerogeno per l'essere umano.

I gas di scarico diesel, le polveri ultrafini emesse dal traffico stradale e le emissioni di certi impianti industriali penetrano in profondità negli alveoli polmonari. Lì provocano infiammazioni e danni al DNA che nel tempo possono trasformarsi in cancro. Nelle aree densamente popolate con molto traffico e poco verde, i medici riscontrano più frequentemente casi di cancro al polmone in persone che non hanno mai fumato.

A livello globale, milioni di morti premature ogni anno vengono attribuite all'aria inquinata, e una parte di esse riguarda il cancro al polmone nei non fumatori.

Perché le donne sono così spesso colpite

Un dato che colpisce è che il cancro al polmone nei non fumatori interessa molto spesso le donne. I ricercatori avanzano diverse spiegazioni possibili, nessuna delle quali da sola racconta l'intera storia.

  • Influenza ormonale: ormoni femminili come estrogeni e progesterone stimolano la divisione cellulare. Nel tessuto polmonare sono presenti recettori per questi ormoni, che possono favorire la crescita di alcuni tumori.
  • Suscettibilità genetica: alcune varianti ereditarie sembrano nelle donne coincidere più frequentemente con le mutazioni del DNA tumorale già descritte.
  • Esposizione ambientale: in certi paesi le donne trascorrono in media più tempo in ambienti chiusi, dove si concentrano fumo da cucina, candele, detergenti e radon.

La combinazione di fattori ormonali, predisposizione ereditaria e specifiche esposizioni ambientali fornisce probabilmente una parte della spiegazione per l'elevata quota di pazienti di sesso femminile tra i non fumatori.

Cosa può fare concretamente chi non fuma?

Per chi non ha mai fumato, il cancro al polmone appare spesso come un rischio "ingiusto". Non è possibile escluderlo completamente, ma alcune misure possono ridurre le probabilità o consentire di individuare un eventuale tumore in fase più precoce.

Misura Perché è utile
Evitare il fumo passivo in casa e in auto Il fumo altrui aumenta significativamente il rischio, soprattutto per bambini e partner.
Ventilare bene, in particolare cantine e piani terra L'aria fresca abbassa le eventuali concentrazioni di radon e riduce l'inquinamento interno.
Prestare attenzione agli avvisi sulla qualità dell'aria In caso di alti livelli di smog, restare in casa o limitare l'attività fisica è più salutare per i polmoni.
Protezioni adeguate sul luogo di lavoro Utilizzare maschere e aspiratori quando si lavora con polveri, vernici, metalli o solventi.
Prendere sul serio una tosse persistente Tosse o difficoltà respiratorie che non corrispondono a un semplice raffreddore meritano una valutazione medica.

In alcuni paesi esistono programmi per misurare il radon nelle abitazioni. Nelle zone con suolo granitico o vulcanico, una misurazione del genere è tutt'altro che superflua. In caso di valori elevati, una migliore ventilazione, la sigillatura delle fessure e interventi nel vespaio possono ridurre sensibilmente l'esposizione.

Screening e nuovi trattamenti in continua evoluzione

Per i gruppi a rischio con una storia di tabagismo, in diversi paesi sono già attivi programmi di screening con TC a bassa dose, finalizzati a individuare il cancro al polmone in fase precoce. Per chi non ha mai fumato, un programma di screening di popolazione è più complesso da strutturare, perché la malattia in termini assoluti è meno frequente e il gruppo a rischio è più difficile da definire con precisione.

Ciononostante, gli scienziati stanno esplorando nuovi parametri per stimare meglio i rischi individuali, come una storia familiare dettagliata, la residenza prolungata in aree fortemente inquinate e la documentata esposizione a radon o amianto. In futuro, combinazioni di imaging, test del sangue per il DNA tumorale e analisi genetiche potrebbero rendere lo screening molto più mirato ed efficace.

Per chi ha già ricevuto una diagnosi, l'arsenale terapeutico continua ad ampliarsi. Accanto alla chemioterapia classica e alla radioterapia, guadagnano terreno i farmaci a bersaglio molecolare e l'immunoterapia. Quest'ultima attiva il sistema immunitario del paziente per combattere le cellule tumorali. Funziona particolarmente bene nei tumori con elevato carico di mutazioni del DNA, come quelli degli ex fumatori; nei non fumatori entrano invece in gioco combinazioni di farmaci differenti.

Approfondimento: cosa sono esattamente le polveri sottili e la terapia mirata?

Le polveri sottili sono particelle microscopiche presenti nell'aria, spesso più piccole di un trentesimo dello spessore di un capello. Provengono principalmente dai gas di scarico, dall'usura di pneumatici e freni, dalle stufe a legna e dall'industria. Più le particelle sono piccole, più profondamente penetrano nei polmoni. Non solo il cancro al polmone, ma anche le malattie cardiovascolari e gli ictus sono associati all'esposizione prolungata a questi inquinanti.

La terapia mirata si concentra sulle alterazioni molecolari presenti quasi esclusivamente nelle cellule tumorali. Si pensi a un recettore sulla parete cellulare che, a causa di un errore nel DNA, invia continuamente un segnale di crescita. Un farmaco mirato agisce come una sorta di "tappo" che si inserisce esattamente in quel recettore difettoso, bloccando il segnale. In questo modo il tumore si arresta, mentre le cellule sane, prive di quell'errore, vengono in gran parte risparmiate.

Combinando normative più severe sulla qualità dell'aria, ambienti domestici e lavorativi più salubri e un riconoscimento precoce dei sintomi, questi progressi medico-scientifici possono contribuire a frenare l'avanzata silenziosa del cancro al polmone nei non fumatori, anche se il rischio non potrà mai essere ridotto a zero.

Author

  • Camilla Boniardi è una content creator e autrice italiana, conosciuta per i suoi contenuti ironici e autentici legati alla vita quotidiana. Nei suoi materiali condivide riflessioni, piccoli lifehack pratici ed emotivi, oltre a consigli su relazioni, routine e benessere. Il suo stile spontaneo e diretto la rende particolarmente vicina al pubblico.

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