Studio shock: l’ipertensione colpisce quattro volte più donne americane giovani

Un'epidemia silenziosa che colpisce le giovani donne

Sempre più giovani donne muoiono per una condizione che viene comunemente associata alla terza età, ma che in realtà si manifesta molto prima. È un'emergenza che i cardiologi non possono più ignorare.

Una vasta analisi condotta negli Stati Uniti ha rivelato che i decessi per danni cardiaci causati dall'ipertensione tra le giovani donne sono aumentati in modo esplosivo. Il vecchio stereotipo che vuole questo rischio limitato agli uomini anziani è ormai definitivamente superato.

L'ipertensione colpisce sempre più donne tra i 25 e i 44 anni

Tra il 1999 e il 2023, il tasso di mortalità per malattia cardiaca ipertensiva nelle donne americane di età compresa tra 25 e 44 anni è passato da 1,1 a 4,8 decessi ogni 100.000 abitanti. Questi dati sono stati presentati in occasione di un congresso dell'American College of Cardiology.

In totale, in quel periodo, oltre 29.000 giovani donne sono morte a causa di questa forma di malattia cardiaca. Per una condizione che in linea di principio è ben trattabile, i cardiologi definiscono questi numeri uno sviluppo drammatico e allarmante.

Nel giro di un quarto di secolo, la probabilità che una giovane donna americana muoia per danni legati all'ipertensione è aumentata di oltre quattro volte.

I ricercatori hanno analizzato i certificati di morte ufficiali raccolti su tutto il territorio degli Stati Uniti dai Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie. Questo ha permesso di mappare sia le tendenze nazionali che quelle regionali con grande precisione.

Un'accelerazione durante la pandemia, ma il problema esisteva già da prima

L'aumento più rapido si è registrato tra il 2018 e il 2021, gli anni in cui è scoppiata la pandemia di COVID-19. In quel periodo stress, lavoro da casa, sedentarietà e tempo trascorso davanti agli schermi sono aumentati in modo significativo. Parallelamente, sono cresciuti anche i tassi di obesità, uno dei principali fattori scatenanti dell'ipertensione.

Eppure la tendenza al rialzo era già in corso prima della pandemia. I ricercatori individuano una serie di cause profonde:

  • consumo crescente di alimenti ultra-processati, ricchi di sale e zucchero
  • stress prolungato legato alla pressione lavorativa, alla precarietà occupazionale e alle difficoltà economiche
  • aumento dell'obesità tra i giovani adulti
  • forti disparità nell'accesso alle cure mediche di base e specialistiche
  • trattamento tardivo o assente dell'ipertensione nelle fasi iniziali

Molte giovani donne non sanno di avere la pressione alta. Si sentono abbastanza bene, saltano i controlli e si rivolgono al medico solo quando i sintomi diventano evidenti, come mal di testa persistente, fiato corto o palpitazioni. A quel punto il danno è spesso già iniziato.

Le donne nere sono le più a rischio

I dati mostrano differenze significative tra i gruppi etnici. Le donne nere non ispaniche presentano il tasso di mortalità più elevato in assoluto, con 8,6 decessi ogni 100.000 abitanti. Un valore quasi quattro volte superiore a quello delle donne bianche non ispaniche, che si attesta a 2,3 per 100.000. Per le donne di origine latinoamericana il tasso si aggira intorno a 1,2.

I ricercatori collegano questo divario a disuguaglianze strutturali profondamente radicate. Le donne nere vivono più spesso in quartieri con meno medici di base, meno opzioni alimentari sane e livelli più elevati di stress economico. Ricevono anche meno frequentemente cure preventive e visite di controllo rimborsate.

Negli Stati Uniti, il luogo in cui si vive, il reddito che si percepisce e il tipo di assistenza sanitaria a cui si ha accesso determinano in larga misura il rischio di morire prematuramente per ipertensione.

Anche la regione geografica fa la differenza

Non solo l'origine etnica, ma anche la collocazione geografica incide notevolmente. Nel Sud degli Stati Uniti il tasso di mortalità tra le giovani donne è il più elevato, con 3,8 decessi ogni 100.000. A seguire:

Regione degli USA Mortalità per malattia cardiaca ipertensiva (per 100.000 donne 25–44 anni)
Sud 3,8
Midwest 2,8
Nordest 2,2
Ovest 1,9

Gli stati del Sud in particolare soffrono di una combinazione di problemi: tassi di obesità più elevati, redditi più bassi, distanze maggiori dalle strutture sanitarie e una copertura assicurativa sanitaria più limitata. Di conseguenza, l'ipertensione viene riconosciuta tardi e trattata ancora più tardi.

Le donne ricevono meno spesso farmaci antipertensivi

Un dato sorprendente emerso da studi precedenti è che alle donne con gli stessi valori pressori degli uomini vengono prescritti farmaci con minore frequenza. I medici tendono spesso ad adottare un atteggiamento di attesa con le pazienti donne, oppure si limitano a fornire consigli sullo stile di vita senza programmare controlli successivi.

A questo si aggiunge il fatto che i disturbi riferiti dalle donne vengono ancora regolarmente attribuiti a stress, burnout o problemi ormonali. I sintomi cardiaci nelle donne si presentano spesso in modo atipico, con stanchezza, nausea o dolore tra le scapole, anziché con il classico e intenso dolore compressivo al petto.

L'immagine tradizionale del paziente cardiaco come uomo anziano porta i medici a sottovalutare talvolta il rischio nelle giovani donne.

La gravidanza come fattore di rischio spesso dimenticato

Le complicazioni durante la gravidanza, come l'ipertensione gestazionale o la preeclampsia, aumentano considerevolmente il rischio futuro di malattie cardiovascolari. Questo effetto persiste spesso per decenni. Eppure molte donne, dopo il puerperio, escono dal radar del monitoraggio pressorio.

I ricercatori sostengono che ogni gravidanza complicata da ipertensione debba essere considerata un segnale d'allarme. Dopo il parto, medici di base e ginecologi dovrebbero offrire sistematicamente controlli periodici della pressione arteriosa e consulenza sullo stile di vita.

Perché la diagnosi precoce può salvare molte vite

Il danno cardiaco causato dall'ipertensione non si sviluppa nel giro di pochi mesi. Anni di pressione eccessiva nei vasi sanguigni determinano un ispessimento e un indurimento del muscolo cardiaco. A un certo punto il cuore non riesce più a riempirsi o a svuotarsi in modo adeguato, provocando insufficienza cardiaca, talvolta con arresto cardiaco improvviso.

La buona notizia è che con una diagnosi e un trattamento tempestivi gran parte di questi danni può essere prevenuta. L'obiettivo raccomandato dalle associazioni cardiologiche americane è una pressione inferiore a 130/80 mmHg. Per molti giovani adulti questo richiede una combinazione di cambiamenti nello stile di vita e, quando necessario, terapia farmacologica.

  • misurare regolarmente la pressione arteriosa fin dall'inizio dell'età adulta
  • elaborare un piano con il medico già in presenza di valori lievemente elevati
  • seguire un'alimentazione sana con meno sale e meno cibi processati
  • praticare almeno 150 minuti di attività fisica moderata a settimana
  • smettere di fumare e limitare il consumo di alcol

Ogni visita dal medico di base, dal medico del lavoro o dal ginecologo rappresenta un'occasione per misurare la pressione. Secondo i ricercatori, questa opportunità viene attualmente sfruttata troppo raramente.

Cosa significano questi dati per le giovani donne in Italia

Lo studio si concentra sugli Stati Uniti, ma le tendenze di fondo — aumento dell'obesità, dello stress, del consumo di cibi ultra-processati e del lavoro sedentario — sono altrettanto presenti in Italia e in tutta Europa. I cardiologi avvertono da tempo che le malattie cardiovascolari si manifestano in modo diverso nelle donne e vengono quindi riconosciute con più difficoltà.

Per le giovani donne questo significa concretamente che è giusto prendere sul serio il proprio rischio. Uno stile di vita sano rimane la base, ma una semplice misurazione della pressione dal medico di base o in farmacia può già fornire indicazioni preziose. Soprattutto quando in famiglia sono presenti malattie cardiache, diabete o ipertensione, vale la pena non aspettare la mezza età per sottoporsi a controlli.

Chi soffre spesso di emicrania, assume la pillola anticoncezionale, fuma o concilia un lavoro stressante con un sonno insufficiente, ha spesso inconsapevolmente più fattori di rischio di quanto pensi. In questi casi, una misurazione annuale può prevenire molti problemi. In alcune famiglie può essere utile trasformare in abitudine il controllo annuale della pressione per tutti i componenti over 25, proprio come il tagliando dell'auto.

Un ultimo aspetto su cui gli esperti insistono è l'effetto cumulativo delle piccole scelte quotidiane. Salire le scale un po' più spesso, mettere meno sale nel cibo, fare una passeggiata serale dopo il lavoro, bere un bicchiere di vino in meno: singolarmente sembrano cambiamenti irrisori. Ma misurati nel corso degli anni, fanno la differenza tra un cuore che funziona bene e un cuore che si esaurisce molto troppo presto.

Author

  • Camilla Boniardi è una content creator e autrice italiana, conosciuta per i suoi contenuti ironici e autentici legati alla vita quotidiana. Nei suoi materiali condivide riflessioni, piccoli lifehack pratici ed emotivi, oltre a consigli su relazioni, routine e benessere. Il suo stile spontaneo e diretto la rende particolarmente vicina al pubblico.

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