Una scoperta dal fondo del mare riaccende un mistero millenario
Al largo delle coste egiziane è riemerso dall'acqua un antico porto, in un luogo che da tempo tiene svegli gli archeologi. I resti si trovano a poca distanza da un complesso templare dove molti ricercatori sospettano da anni che Cleopatra e il suo amato Marco Antonio abbiano trovato l'ultima dimora. Con questa nuova traccia, la caccia alla leggendaria regina si sposta sempre più decisamente verso i fondali marini.
Una domanda antica, una pista nuova: dove giace Cleopatra?
A oltre duemila anni dalla sua morte, l'ultima faraone d'Egitto rimane uno dei grandi enigmi dell'antichità. Cleopatra regnò dal 51 al 30 avanti Cristo, presentandosi al mondo come incarnazione vivente della dea Iside. Le sue relazioni con Giulio Cesare e Marco Antonio, e la sua fine drammatica dopo la sconfitta contro Roma, la resero celebre in ogni angolo del mondo conosciuto.
Eppure nessuno sa dove si trovi la sua tomba. Nessuna piramide, nessun sepolcro nella Valle dei Re, nessun mausoleo ad Alessandria: finora nessun luogo ha offerto prove convincenti. Per storici e archeologi si tratta della "domanda da un milione di euro" dell'egittologia.
Il ritrovamento di un porto sommerso proprio accanto a un complesso templare già sospettato conferisce alla ricerca una svolta inattesa e ricca di promesse.
La nuova pista arriva dal mare. Il ministero egiziano del Turismo e delle Antichità ha annunciato ufficialmente il 18 settembre 2025 che gli archeologi hanno individuato i resti di un antico porto nel Mediterraneo, a ovest di Alessandria.
Un porto affondato vicino a Taposiris Magna
Le strutture sommerse si trovano a breve distanza da Taposiris Magna, un grande complesso templare situato a circa cinquanta chilometri da Alessandria. Il sito è dedicato a Osiride e Iside, la coppia divina con cui Cleopatra amava identificarsi sia sul piano politico che religioso.
Secondo i primi dati disponibili, non si tratta di un modesto approdo per pescatori, bensì di un'infrastruttura di tutto rispetto: resti di banchine, pontili e probabili magazzini. Le costruzioni si trovano oggi a diversi metri sotto il livello del mare, affondate presumibilmente a causa di terremoti e subsidenza del suolo lungo la costa egiziana nell'antichità.
- Posizione: alcuni chilometri dalla costa, di fronte a Taposiris Magna
- Profondità: diversi metri sotto l'attuale livello del mare
- Funzione: presumibilmente porto commerciale e cultuale collegato al tempio
- Periodo: in base alle prime datazioni, epoca tolemaica — la dinastia di Cleopatra
La combinazione di un importante tempio dedicato a Iside e un accesso marittimo diretto spinge gli archeologi a chiedersi se questa zona non avesse un ruolo molto più centrale nell'ultima fase della vita di Cleopatra di quanto si fosse mai ipotizzato.
La caccia instancabile di Kathleen Martinez
C'è un nome che ricorre costantemente in questa storia: Kathleen Martinez. Ha iniziato la carriera come avvocato penalista, ma la sua ossessione per Cleopatra l'ha portata a reinventarsi come archeologa. In collaborazione con colleghi egiziani, scava a Taposiris Magna da anni, sia in senso letterale che figurato.
Nel 2022 il suo team ha comunicato diverse scoperte che rafforzano il legame del complesso templare con l'epoca di Cleopatra:
- monete raffiguranti Iside, risalenti al periodo di Cleopatra
- anfore e oggetti di uso quotidiano dello stesso strato cronologico
- camere sotterranee e complessi funerari destinati a personaggi di alto rango
- tracce di attività cultuali legate a Iside e Osiride, coerenti con la cultura di corte tolemaica
Martinez sostiene che Cleopatra, presentandosi come incarnazione di Iside, avrebbe scelto un santuario come Taposiris Magna piuttosto che un luogo sotto il diretto controllo romano. Al momento della sua morte, quell'area non era ancora caduta completamente nelle mani dei conquistatori, lasciando spazio a una sepoltura sobria, affrettata ma densa di significato simbolico.
Martinez parla di "tutte le condizioni necessarie" per una doppia sepoltura reale di Cleopatra e Marco Antonio nei pressi di Taposiris Magna.
Perché la nuova scoperta conta così tanto
Il porto sommerso rafforza questo ragionamento su più fronti. Una regina che si presenta consapevolmente come dea vuole un accesso visibile e tangibile ai propri santuari. Un porto per pellegrini, mercanti e diplomatici si inserisce perfettamente in questo quadro.
Per gli archeologi conta soprattutto la combinazione di elementi:
| Elemento | Significato per l'ipotesi |
|---|---|
| Tempio di Osiride e Iside | Corrisponde all'immagine religiosa e politica di Cleopatra |
| Reperti dell'epoca di Cleopatra | Dimostra un uso intenso del sito durante il suo regno |
| Camere funerarie per élite | Prova che personaggi di alto rango furono sepolti qui |
| Nuovi resti portuali sommersi | Colloca il complesso in un contesto più ampio e strategico |
Se il porto era direttamente collegato a Taposiris Magna, il mare potrebbe ancora custodire molte risposte: carichi di navi, doni votivi, statue, iscrizioni o elementi architettonici recanti nomi e titoli. Proprio questi dettagli potrebbero trasformare un'affascinante teoria in una conferma concreta.
Cosa gli archeologi cercheranno sott'acqua
L'annuncio del porto è solo l'inizio. Nei prossimi anni un team di specialisti egiziani e internazionali esplorerà sistematicamente l'area con sonar, droni subacquei ed espedizioni in immersione.
Le fasi previste della ricerca
- scansione ad alta risoluzione del fondale marino intorno alle strutture portuali
- scavo selettivo nelle zone dove sono visibili muri, scale o ambienti chiusi
- datazione di materiali da costruzione, ceramica e materiale organico
- ricerca di iscrizioni con nomi reali o titoli religiosi
- confronto con i dati noti su Alessandria e altri porti tolemaici
Martinez ha dichiarato in precedenza che la soluzione del mistero di Cleopatra è "solo una questione di tempo". Un'affermazione audace, ma che riflette bene la mentalità del gruppo che lavora attorno a Taposiris Magna: la sensazione è che i pezzi del puzzle stiano lentamente trovando la loro collocazione.
Perché la tomba di Cleopatra suscita tanto interesse
Il possibile ritrovamento dell'ultima dimora di Cleopatra va ben oltre una semplice conquista scientifica. Tocca corde sensibili su più livelli contemporaneamente. Per l'Egitto, una simile scoperta rappresenterebbe un'enorme spinta culturale e turistica. Il paese custodisce con orgoglio il proprio passato faraonico e considera Cleopatra, nonostante le sue origini greche, una figura chiave della propria storia.
Per gli storici, una tomba con iscrizioni e corredi funerari offrirebbe uno sguardo rarissimo sugli ultimi giorni di un regno al tramonto, poco prima che Roma lo inghiottisse definitivamente. Dettagli sulla sua morte, sul suo rapporto con Roma e sul ruolo della religione nella sua visione di sé potrebbero improvvisamente diventare molto più concreti.
Per il grande pubblico, Cleopatra è spesso un insieme di Hollywood, Shakespeare e mito. Una tomba reale e tangibile — ammesso che sia ancora intatta — darebbe un fondamento solido a quella fantasia, grazie a oggetti e testi capaci di superare qualsiasi immagine cinematografica.
Cosa sapere sulle città sommerse d'Egitto
L'idea di un porto inabissato può sembrare straordinaria, ma lungo le coste egiziane non è affatto un caso isolato. La subsidenza del suolo, i terremoti e l'innalzamento del livello del mare hanno già fatto sparire intere aree urbane e santuari tra le acque. Esempi celebri includono Eracleion e parti dell'antica Alessandria, dove colossali statue e resti di templi giacciono tuttora sul fondo del mare.
Siti di questo tipo insegnano ai ricercatori a guardare non solo verso la sabbia e il deserto, ma anche verso ciò che è nascosto sott'acqua. Il nuovo porto nei pressi di Taposiris Magna si inserisce perfettamente in questa prospettiva, rendendo la regione improvvisamente molto più interessante per l'archeologia subacquea.
Vale tuttavia la pena di tenere ben presente un'avvertenza importante: anche se il porto venisse esplorato completamente, non vi è alcuna garanzia che la tomba di Cleopatra si trovi davvero lì. Il Mediterraneo non è clemente con il marmo, il calcare e i pigmenti, e i saccheggi di secoli precedenti potrebbero aver già causato danni irreparabili. Ma ogni frammento di ceramica, ogni moneta o ogni muro semidisfatto che viene alla luce affina la nostra comprensione dell'epoca in cui visse Cleopatra — e questo solo, per gli storici, rende questa nuova ricerca di un valore straordinario.













