Mangiare vegetariano ti fa vivere cent’anni, o fa meglio la carne?

Sempre più persone rinunciano alla carne nella speranza di vivere più a lungo e in salute, ma una nuova ricerca mette in discussione proprio questa convinzione nelle età più avanzate.

Un ampio studio cinese condotto su persone over ottanta suggerisce che seguire un'alimentazione completamente priva di carne in età molto avanzata sia associato a una minore probabilità di raggiungere i cento anni. Sembra una scoperta sorprendente, soprattutto per chi è vegetariano da anni. Eppure la realtà è molto più sfumata, e ruota attorno all'età, al peso corporeo e all'apporto corretto di nutrienti.

Uno studio su oltre 5.000 anziani cinesi

La ricerca di cui si parla tanto ha seguito dalla fine degli anni Novanta più di 5.000 adulti cinesi di almeno 80 anni. I ricercatori hanno osservato chi tra loro è riuscito a raggiungere il secolo di vita, mettendo poi questi dati in relazione con le abitudini alimentari dei partecipanti.

È emersa un'associazione degna di nota: le persone che non mangiavano affatto carne avevano in media una probabilità inferiore di diventare centenarie rispetto ai coetanei che invece includevano la carne nella propria dieta.

Negli over ottanta che non consumavano carne, la probabilità di raggiungere i cento anni sembrava ridotta, soprattutto in presenza di sottopeso.

Questo sembra contraddire decenni di ricerche che collegano l'alimentazione vegetale a un minor rischio di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e sovrappeso. Come si conciliano questi due quadri apparentemente opposti?

Perché l'età dei partecipanti cambia tutto

La differenza principale rispetto agli studi precedenti sta proprio qui: questa ricerca si è concentrata quasi esclusivamente su persone molto anziane. La maggior parte delle indagini note sull'alimentazione vegetariana o vegana riguarda invece adulti più giovani o di mezza età.

Con l'avanzare degli anni, il nostro corpo subisce trasformazioni significative:

  • la massa muscolare diminuisce progressivamente
  • la densità ossea si riduce
  • l'appetito cala spesso in modo considerevole
  • il fabbisogno energetico complessivo si abbassa

Tutto ciò aumenta il rischio di malnutrizione e fragilità, in particolare quando una persona mangia poco o ha difficoltà a masticare e deglutire. In età avanzata l'obiettivo nutrizionale si sposta quindi: non si tratta più di prevenire malattie tra vent'anni, ma di conservare forza muscolare, peso corporeo e autonomia nel presente.

Un'alimentazione a base vegetale può essere d'aiuto in questo senso, a patto che ogni pasto fornisca proteine, vitamine e minerali in quantità sufficienti. Nella pratica, per le persone anziane che mangiano poco, questo non è sempre facile da garantire.

Il ruolo del peso corporeo: perché il sottopeso diventa più pericoloso

Un dettaglio cruciale dello studio cinese viene spesso trascurato nei resoconti mediatici: la minore percentuale di centenari tra chi non mangiava carne riguardava esclusivamente i partecipanti in sottopeso. Tra gli anziani con un peso nella norma, questa associazione non è stata riscontrata.

Nelle persone molto anziane con peso insufficiente, l'astensione totale dalla carne era legata a minori probabilità di sopravvivenza, ma questo non valeva per chi aveva un peso sano.

Il cosiddetto "paradosso dell'obesità" negli anziani

Nelle ricerche sugli anziani emerge spesso un concetto apparentemente contraddittorio: il paradosso dell'obesità. In sintesi, un indice di massa corporea leggermente più elevato negli anziani è frequentemente associato a una sopravvivenza migliore rispetto a chi è molto magro o sottopeso.

Questo sembra in contrasto con le raccomandazioni per gli adulti più giovani, dove il sovrappeso rappresenta un rischio evidente per malattie cardiovascolari e diabete. Negli over ottanta o novanta, invece, il pericolo del sottopeso è spesso più grave: meno riserve corporee, maggiore perdita muscolare, vulnerabilità più alta in caso di malattia.

Fase della vita Principale preoccupazione nutrizionale
20-50 anni Ridurre il rischio di malattie croniche, mantenere il peso stabile
50-75 anni Proteggere cuore, vasi sanguigni e glicemia, iniziare a preservare la massa muscolare
75+ anni Prevenire la malnutrizione, conservare forza muscolare e peso corporeo

I dati cinesi si inseriscono perfettamente in questo quadro: gli over ottanta malnutriti e completamente privi di carne nella dieta sembrano più vulnerabili rispetto ai coetanei con maggiori riserve corporee, inclusi i mangiatori di carne.

Non tutte le diete senza carne sono uguali

Un altro dettaglio rilevante: la ridotta probabilità di raggiungere i cento anni non riguardava tutte le persone che evitavano la carne. Il gruppo che, pur seguendo un'alimentazione prevalentemente vegetale, consumava pesce, latticini o uova otteneva risultati simili a quelli dei mangiatori di carne.

Questo chiarisce quanto certi prodotti di origine animale possano rivelarsi importanti quando il corpo diventa fragile. Questi alimenti forniscono concentrazioni elevate di nutrienti particolarmente difficili da assumere in quantità sufficiente solo attraverso fonti vegetali in età molto avanzata:

  • proteine di alta qualità per la conservazione della massa muscolare
  • vitamina B12, essenziale per il sistema nervoso e la produzione di globuli rossi
  • calcio e vitamina D per mantenere le ossa forti

Gli anziani che consumavano pesce, latticini o uova, ma non carne, avevano circa le stesse probabilità di raggiungere i cento anni dei mangiatori di carne.

I ricercatori suggeriscono che una piccola quantità di prodotti animali nelle persone molto anziane possa contribuire a prevenire il calo di peso e la perdita muscolare, rispetto a un'alimentazione strettamente vegana.

Perché lo studio non è un via libera al consumo illimitato di carne

Lo studio cinese era di tipo osservazionale. I ricercatori hanno rilevato associazioni, ma non hanno dimostrato che l'assenza di carne fosse direttamente la causa di una minore longevità. È possibile che le persone senza carne nella dieta mangiassero meno in generale, o che avessero già problemi di salute che le avevano indotte a evitarla.

Inoltre il contesto cambia da paese a paese. La generazione di anziani cinesi analizzata in questo studio viveva in condizioni di vita, livelli di reddito e strutture assistenziali ben diverse da quelle dell'Europa occidentale, e questi fattori influenzano notevolmente la salute in età avanzata.

I ricercatori sottolineano pertanto che l'ampio corpo di prove a favore delle diete a base vegetale negli adulti più giovani e in buona salute rimane valido. Il consumo ridotto di carne rossa e lavorata è ancora associato a un minor rischio cardiovascolare e a un peso corporeo più sano.

Mangiare verso i cento anni: cosa devono tenere a mente gli over 80

Per chi si avvicina agli ottant'anni, o per chi si prende cura di genitori o nonni anziani, le domande nutrizionali più importanti cambiano radicalmente. Non si tratta più di chiedersi quale dieta sia teoricamente la più sana in assoluto, ma di capire come garantire all'organismo abbastanza nutrimento per restare forte.

Aspetti fondamentali da considerare in età avanzata

  • proteine sufficienti ad ogni pasto, provenienti ad esempio da legumi, latticini, uova, pesce, sostituti della carne o una piccola porzione di carne
  • apporto energetico adeguato: non mangiare troppo poco, soprattutto in caso di sottopeso
  • attenzione particolare a vitamina B12, vitamina D e calcio
  • pasti facili da masticare e dal gusto gradevole, per stimolare l'appetito

Continuare a seguire un'alimentazione vegetale è del tutto possibile, ma in età avanzata richiede spesso una pianificazione più accurata. Occorre pensare, ad esempio, a latte vegetale arricchito, integratori di vitamina B12 e D, un maggiore consumo di legumi e frutta secca, o eventualmente il supporto di un dietista.

Cosa significa tutto questo per i vegetariani e vegani di oggi?

Chi oggi, in età adulta, evita la carne non ha motivo di preoccuparsi nell'immediato. La protezione contro malattie cardiovascolari, ipertensione e diabete nelle persone più giovani rimane confermata. Tuttavia è bene essere consapevoli che i propri fabbisogni nutrizionali non resteranno invariati fino all'ultimo anno di vita.

Alcune considerazioni pratiche possono aiutare a pianificare per tempo:

  • monitorare regolarmente peso e massa muscolare, soprattutto dopo i settant'anni
  • effettuare controlli medici periodici per rilevare eventuali carenze di vitamina B12, ferro e vitamina D
  • essere disposti ad adattare la propria alimentazione se l'appetito diminuisce o si perde peso involontariamente

Per alcune persone ciò potrebbe significare reintrodurre occasionalmente un alimento di origine animale in età avanzata, come yogurt, uova o pesce. Altri rimangono rigorosamente vegani, ma con un supporto professionale e l'uso di integratori adeguati.

Il punto centrale rimane questo: il regime alimentare migliore non è uguale per tutti e non lo è per sempre. Ciò che è ideale per un cinquantenne in salute potrebbe non essere più adatto a un novantenne fragile. Un confronto con il proprio medico o un dietista può aiutare a fare le scelte giuste in ogni fase della vita, senza dover necessariamente rinunciare del tutto alle proprie convinzioni in materia di alimentazione e salute.

Author

  • Camilla Boniardi è una content creator e autrice italiana, conosciuta per i suoi contenuti ironici e autentici legati alla vita quotidiana. Nei suoi materiali condivide riflessioni, piccoli lifehack pratici ed emotivi, oltre a consigli su relazioni, routine e benessere. Il suo stile spontaneo e diretto la rende particolarmente vicina al pubblico.

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