Ricercatori inviano 24 topi sulla ISS e scoprono una soglia critica per la forza muscolare nello spazio

Un esperimento orbitale con una risposta sorprendentemente netta

Una serie di topi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale ha fornito una risposta straordinariamente chiara. NASA e l'agenzia spaziale giapponese JAXA hanno inviato 24 topi sulla ISS nell'ambito di una nuova ricerca spaziale, monitorando i loro muscoli per settimane in condizioni di gravità variabile — dalla quasi totale assenza di peso fino alle condizioni terrestri. I risultati toccano direttamente la questione se gli esseri umani possano mai vivere a lungo in buona salute sulla Luna o su Marte.

24 topi, quattro livelli di gravità

Durante l'esperimento, i topi vivevano in gabbie speciali a bordo della ISS, capaci di generare gravità artificiale tramite rotazione — qualcosa di simile a una giostra in miniatura nello spazio. In questo modo i ricercatori potevano regolare con precisione la quantità di "forza g" sperimentata dagli animali.

  • Microgravità (quasi assenza di peso, come avviene normalmente nello spazio)
  • 0,33 g (circa un terzo della gravità terrestre)
  • 0,67 g (circa due terzi della gravità terrestre)
  • 1 g (livello terrestre completo, usato come gruppo di confronto)

Lo studio, pubblicato su Science Advances, si è concentrato in particolare sul muscolo soleo nelle zampe posteriori dei topi. Si tratta di un muscolo posturale che sulla Terra lavora tutto il giorno per mantenere il corpo eretto, ed è quindi continuamente stimolato dalla gravità.

I muscoli restano delle stesse dimensioni, ma la forza cala

Uno dei risultati più sorprendenti: con una gravità ridotta, la massa muscolare si riduceva a malapena, mentre la forza muscolare calava in modo evidente. In altre parole, i muscoli apparivano quasi identici ma funzionavano peggio.

Al di sotto di 0,67 g i topi cominciavano a perdere forza in modo percettibile, anche quando il volume muscolare rimaneva pressoché invariato.

A 0,33 g — paragonabile a una gravità leggermente inferiore a quella marziana — i topi mantenevano un volume muscolare discreto. Tuttavia, la loro forza di presa risultava chiaramente diminuita. Test con piccole barre e sensori hanno dimostrato che gli animali afferravano con meno efficacia e si spingevano con minor vigore.

Al di sopra o intorno a 0,67 g, invece, la funzione muscolare rimaneva notevolmente stabile. I topi esposti a questo livello di gravità raggiungevano prestazioni di forza quasi identiche a quelle dei loro simili che vivevano in condizioni di piena gravità terrestre.

Il possibile valore soglia: intorno ai due terzi della gravità terrestre

I ricercatori parlano quindi di una possibile soglia attorno a 0,67 g. Al di sopra di quel limite, i muscoli sembrano ricevere stimoli sufficienti per continuare a funzionare normalmente. Al di sotto, iniziano problemi sottili ma inequivocabili legati alla forza muscolare.

Gravità Dimensione muscolare Forza muscolare
1 g (Terra) normale normale
0,67 g quasi normale quasi normale
0,33 g leggermente alterata chiaramente ridotta
Microgravità più alterata fortemente ridotta

Per gli astronauti si tratta allo stesso tempo di una cattiva e di una buona notizia. Da un lato si conferma che vivere a lungo in ambienti a bassa gravità ha conseguenze rapide sulla funzione muscolare. Dall'altro, offre un numero concreto da integrare nella progettazione di futuri habitat e veicoli spaziali.

Cosa ci dice tutto questo sul corpo umano?

I topi non sono esseri umani, ma in ambito spaziale vengono spesso usati come modelli del nostro organismo. Il loro tessuto muscolare e osseo reagisce grossomodo allo stesso modo al carico e allo scarico di tensione.

I ricercatori avvertono che i risultati non possono essere trasferiti direttamente agli esseri umani. Tuttavia, intravedono un segnale chiaro: un'esposizione prolungata a una gravità inferiore alla possibile soglia di 0,67 g porterà probabilmente anche negli esseri umani a una riduzione muscolare percettibile, soprattutto nei muscoli posturali come polpacci, cosce e schiena.

La grande domanda diventa dove si trova nell'essere umano la soglia oltre la quale la forza muscolare entra davvero in zona di pericolo.

Per questo motivo gli scienziati vogliono condurre studi analoghi su altri tessuti: ossa, cuore, vasi sanguigni e persino organi come fegato e reni. La forza muscolare è solo una parte della storia — l'intero organismo deve essere in grado di reggere una missione di lunga durata verso Marte, ad esempio.

Perché la NASA è così preoccupata per i muscoli

Gli astronauti si allenano già per diverse ore al giorno a bordo della ISS per contrastare la perdita muscolare. Senza questi intensi programmi, dopo sei mesi di permanenza farebbero fatica a camminare al momento del ritorno sulla Terra.

Il nuovo studio sui topi sottolinea esattamente questo punto. I muscoli non hanno bisogno solo di nutrimento e ossigeno, ma soprattutto di carico. Senza la costante "trazione" della gravità, il sistema perde l'equilibrio. Questo comporta conseguenze per:

  • La resistenza durante le passeggiate spaziali
  • La capacità di trasportare tute pesanti e attrezzature
  • Il recupero dopo una lunga missione, al ritorno sulla Terra
  • Il rischio di cadute e infortuni dovuti all'indebolimento dei muscoli di sostegno

Gli esseri umani possono vivere su Marte senza grandi problemi?

I risultati della ricerca sono particolarmente significativi perché Marte ha soltanto circa il 38% della gravità terrestre — chiaramente al di sotto della soglia individuata di 0,67 g. In teoria, questo significa che gli astronauti che trascorrono lunghi periodi su Marte andranno incontro a sfide muscolari considerevoli.

Mary Bouxsein, una delle ricercatrici coinvolte, afferma che la gravità marziana non offre da sola una protezione sufficiente. I futuri abitanti di Marte dovranno quindi fare affidamento su rigidi programmi di allenamento, possibilmente combinati con tecnologie intelligenti all'interno della loro base.

La gravità su Marte sembra insufficiente a mantenere la funzione muscolare a un livello sano nel lungo periodo; il supporto tramite allenamento o tecnologia diventerà indispensabile.

Si sta già riflettendo su possibili soluzioni, tra cui:

  • Tapis roulant e attrezzature per la forza nelle capsule pressurizzate su Marte
  • Moduli abitativi rotanti che simulano la gravità artificiale
  • Tute spaziali intelligenti che aggiungono resistenza a ogni passo
  • Farmaci in grado di rallentare temporaneamente la degradazione muscolare

Su Marte si ha davvero bisogno della stessa forza muscolare che si ha sulla Terra?

Uno spunto interessante emerso dallo studio: forse su Marte non è necessario avere la stessa forza muscolare che si ha sulla Terra. Con una gravità inferiore, tutto pesa meno. Una persona di 80 chili su Marte ne peserebbe circa 30. Sollevare oggetti e camminare richiederebbe automaticamente meno sforzo.

Questo rende la valutazione complessa. Troppo poca forza muscolare aumenta il rischio di infortuni e rende difficile il ritorno sulla Terra. Ma una massa muscolare leggermente inferiore potrebbe risultare del tutto gestibile su Marte. I pianificatori delle missioni dovranno quindi stabilire quale livello minimo di funzione muscolare rimane sicuro.

Cosa significa questo studio per lo spazio e per lo sport sulla Terra

L'esperimento con i topi sulla ISS fornisce finalmente alle agenzie spaziali un parametro concreto: intorno ai due terzi della gravità terrestre sembra esistere un punto di svolta per la prestazione muscolare. Questo dato è utile nella progettazione di futuri veicoli spaziali e stazioni orbitali che generino gravità artificiale tramite rotazione.

Le conoscenze acquisite non riguardano però solo gli astronauti. Anche sulla Terra, medici e fisioterapisti si confrontano quotidianamente con la perdita muscolare in pazienti allettati, anziani o persone con infortuni prolungati. Lo studio conferma quanto sia cruciale il carico fisico: i muscoli hanno bisogno ogni giorno di una "soglia minima di stimolazione" per restare forti.

Per chi trascorre molte ore seduto alla scrivania, la lezione è chiara. Stare fermi a lungo abbassa quella soglia di stimolazione, proprio come una gravità ridotta la abbassa nello spazio. Alzarsi regolarmente, salire le scale o fare un breve esercizio di forza fa molto più che "muoversi un po'": previene che i muscoli scivolino lentamente al di sotto di una sorta di soglia personale critica.

Esperimenti spaziali come questo rendono visibili in modo estremo le conseguenze di un carico fisico insufficiente. Per gli astronauti può fare la differenza tra un rientro sicuro e mesi di riabilitazione. Per le persone sulla Terra aiuta a capire meglio perché i muscoli restano davvero in forma solo quando hanno qualcosa da fare giorno dopo giorno.

Author

  • Camilla Boniardi è una content creator e autrice italiana, conosciuta per i suoi contenuti ironici e autentici legati alla vita quotidiana. Nei suoi materiali condivide riflessioni, piccoli lifehack pratici ed emotivi, oltre a consigli su relazioni, routine e benessere. Il suo stile spontaneo e diretto la rende particolarmente vicina al pubblico.

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