Stephen Hawking aveva avvertito dieci anni fa di un disastro dell’IA: quanto siamo vicini ora?

Un avvertimento gelido da Oxford

Da dieci anni una cupa previsione di Stephen Hawking aleggia sull'umanità, ma nel 2026 il suo monito suona in modo scomodo quanto mai attuale.

Il celebre fisico britannico aveva delineato un futuro in cui tecnologia, clima e armi nucleari formano insieme un cocktail letale. Quello che all'epoca sembrava un inquietante esperimento mentale si manifesta oggi in cifre concrete, orologi che ticchettano e tensioni politiche sempre più accese.

Nel 2016, durante un incontro all'Università di Oxford, Stephen Hawking parlò di qualcosa che lo preoccupava da anni: la possibilità che l'umanità si autodistrugga. Non domani, non tra dieci anni, ma in un arco compreso tra i prossimi mille e diecimila anni, se non cambiamo radicalmente rotta.

Descrisse l'essere umano come una specie capace di costruire tecnologie sempre più sofisticate, mentre la nostra bussola morale e politica rimane indietro. Secondo Hawking, i rischi si accumulano lentamente: ogni singolo anno la probabilità di una catastrofe globale è bassa, ma nel corso di molte generazioni quella probabilità diventa quasi inevitabile.

Hawking considerava l'IA avanzata come la più grande invenzione della storia — ma forse anche l'ultima.

Per questo sostenne con convinzione un'idea che allora sembrava pura fantascienza: gli esseri umani avrebbero dovuto colonizzare altri pianeti, affinché un singolo incidente, guerra o errore non potesse spazzare via ogni forma di vita.

L'IA come benedizione e potenziale incubo

Uno degli aspetti che più inquietava Hawking era lo sviluppo fulmineo dell'intelligenza artificiale. Temeva il momento della "singolarità": il punto di svolta in cui i sistemi di IA migliorano autonomamente, diventano più intelligenti degli esseri umani e si evolvono al di fuori del nostro controllo.

Secondo lui esisteva una tensione fondamentale:

  • L'IA può aiutare a combattere le malattie e migliorare i modelli climatici.
  • L'IA può rendere le economie più efficienti e creare nuovi posti di lavoro.
  • Ma la stessa tecnologia può guidare armamenti, manipolare informazioni e concentrare il potere nelle mani di pochi.

Questa tensione è chiaramente visibile nel 2026. Aziende e nazioni competono aggressivamente per sviluppare i modelli più veloci e potenti. Allo stesso tempo crescono le preoccupazioni per le armi autonome, la sorveglianza di massa e l'abuso dei deepfake nelle elezioni e nei conflitti.

Si aggiunge il fatto che l'enorme appetito energetico dei grandi sistemi di IA aggrava la crisi climatica. Questo aspetto era spesso sottovalutato all'epoca: ogni nuovo datacenter richiede quantità enormi di elettricità e sistemi di raffreddamento, alimentati in molti paesi ancora principalmente da fonti fossili.

Clima, armi nucleari e biotecnologia: le altre bombe a orologeria

L'IA era per Hawking solo un elemento in un quadro più ampio di minacce autoindotte. Mise in guardia ripetutamente su tre fronti aggiuntivi:

  • Cambiamento climatico — Parlò precocemente di un "punto di non ritorno", oltre il quale il sistema climatico continua a scaldarsi da solo, anche se smettessimo di emettere gas serra.
  • Armi nucleari — Sempre più paesi dispongono di arsenali nucleari, i vecchi trattati scadono e la soglia per le minacce sembra abbassarsi.
  • Rischi biologici — Dalle pandemie agli agenti patogeni geneticamente modificati: una biotecnologia sempre più potente è alla portata di un numero crescente di attori.

Tutti questi rischi sono interconnessi. Una grande guerra può far arretrare la politica climatica di anni. Lo stress climatico può a sua volta generare conflitti per le risorse. L'IA può accelerare l'escalation attraverso processi decisionali militari fulminei.

L'Orologio dell'Apocalisse continua a ticchettare

Un simbolo visibile di questa crescente inquietudine è il Doomsday Clock, l'orologio simbolico del giorno del giudizio istituito nel 1947 da scienziati vicini ad Albert Einstein e Robert Oppenheimer. L'orologio non fornisce una previsione esatta, ma una stima di quanto siamo vicini, secondo gli esperti, a una catastrofe causata dall'uomo.

Nel gennaio 2026 le lancette sono state spostate a 85 secondi dalla mezzanotte. Non si era mai arrivati così vicini nei quasi ottant'anni di storia dell'orologio. Questa scelta si basa su una combinazione di fattori:

Fattore Tendenza nel 2026
Armi nucleari Trattati in scadenza, corsa agli armamenti tra le grandi potenze in ripresa
Clima Temperatura media globale +1,41 °C; 1,5 °C possibile già intorno al 2029
IA e tecnologia Lotta per la dominanza, maggiore impiego militare, enorme consumo energetico

I dati sul riscaldamento sono allarmanti. Dove l'Accordo di Parigi aveva fissato 1,5 gradi come soglia limite, ci stiamo avvicinando pericolosamente in pochi anni. Hawking vedeva proprio il cambiamento climatico come l'esempio classico di un problema che si sviluppa lentamente e poi si trasforma improvvisamente in una catena di catastrofi: ondate di calore, raccolti falliti, flussi migratori, ecosistemi in collasso.

Colonie spaziali: piano di salvataggio o costosa distrazione?

Una delle idee più discusse di Hawking era che l'umanità dovesse emigrare su altri pianeti. Se la Terra diventasse inabitabile, la nostra specie potrebbe sopravvivere su una base lunare o su Marte. Quest'idea si allinea perfettamente con le attuali ambizioni delle aziende spaziali e delle grandi potenze.

La realtà nel 2026 mostra un quadro misto. La stazione spaziale internazionale si prepara alla sua fase finale. Nel frattempo, Stati Uniti, Cina e Russia investono massicciamente in:

  • basi lunari e attività minerarie sulla Luna,
  • grandi costellazioni di satelliti per le comunicazioni,
  • datacenter orbitali e sistemi militari in una nuova corsa allo spazio.

Questa corsa aumenta le tensioni invece di attenuarle. Dove Hawking immaginava una seconda casa per l'umanità, gli Stati usano ora lo spazio soprattutto come prossima arena strategica. I negoziati sulle armi spaziali procedono a rilento, mentre i piani per scudi difensivi orbitali e sistemi missilistici accelerano.

Emerge così una domanda scomoda: stiamo davvero costruendo una via d'uscita per la specie, o stiamo semplicemente aggiungendo un nuovo livello agli stessi conflitti e abitudini che già mettono sotto pressione la Terra?

Possiamo portare i nostri errori nello spazio?

Anche se una colonia su Marte diventasse tecnicamente fattibile, il dilemma morale rimarrebbe aperto. I progetti spaziali richiedono investimenti colossali, spesso denaro pubblico. L'adattamento climatico, l'energia sostenibile e la diplomazia nucleare producono forse immagini meno spettacolari, ma offrono sicurezza tangibile molto più rapidamente.

Se non cambiamo il nostro modo di gestire il potere, le risorse e i conflitti, i nostri problemi ci seguiranno semplicemente su qualsiasi altro pianeta.

Hawking stesso indicò questa tensione. Credeva che l'uomo potesse risolvere i problemi tecnici, ma dubitava della nostra tendenza all'aggressività e al pensiero a breve termine. Il genio tecnico senza maturità politica rimane una combinazione fragile.

Dove si trovano ora le leve d'azione?

La domanda che nel 2026 si pone sopra le sue previsioni non è tanto "Hawking avrà ragione?" quanto piuttosto "quanto margine ci rimane ancora?". Molti ricercatori concordano che alcune scelte saranno particolarmente determinanti:

  • Regole per l'IA — Trasparenza, standard di sicurezza, limiti alle armi autonome e chiara responsabilità quando i sistemi commettono errori.
  • Politica climatica con denti — Rapida eliminazione dei combustibili fossili, massicci investimenti in energia rinnovabile e accordi internazionali effettivamente rispettati.
  • Controllo delle armi nucleari — Rinnovo o sostituzione dei vecchi trattati, canali di comunicazione di crisi tra rivali e pressione sui paesi che vogliono espandere il proprio arsenale.
  • Uso sicuro della biotecnologia — Controlli rigorosi sui laboratori, reportistica aperta sugli incidenti e stretta collaborazione tra scienziati e autorità di vigilanza.

Oltre alle politiche, anche la cultura gioca un ruolo fondamentale. Come pensiamo al rischio, alla crescita, al "progresso" tecnologico? Gran parte delle preoccupazioni di Hawking ruotano attorno allo stesso nucleo: la nostra tecnologia cresce in modo esponenziale, la nostra saggezza no.

Cosa significano l'IA e i piani spaziali per la vita quotidiana?

Per molte persone, le armi nucleari e le colonie spaziali sembrano concetti astratti. Eppure tutto questo si traduce in scelte quotidiane concrete. Basti pensare a quali strumenti di IA le aziende adottano, a come le scuole preparano gli studenti a un mondo pieno di algoritmi, o a come i fondi pensione investono: nei giganti fossili o nelle innovazioni verdi.

Anche il settore spaziale tocca indirettamente la vita di tutti i giorni. I satelliti gestiscono navigazione, comunicazioni, dati meteorologici e transazioni finanziarie. Un incidente militare nello spazio potrebbe quindi avere un impatto immediato sulla logistica, sull'aviazione o sul traffico internet sulla Terra.

Chi riascolta oggi i vecchi discorsi di Hawking non sente un veggente, ma uno scienziato che identifica schemi: piccole probabilità, grandi conseguenze e sistemi che si autorinforzano. Proprio questa combinazione rende la situazione attuale così carica di tensione — e al tempo stesso mostra dove è ancora possibile intervenire, finché l'orologio non segna la mezzanotte.

Author

  • Camilla Boniardi è una content creator e autrice italiana, conosciuta per i suoi contenuti ironici e autentici legati alla vita quotidiana. Nei suoi materiali condivide riflessioni, piccoli lifehack pratici ed emotivi, oltre a consigli su relazioni, routine e benessere. Il suo stile spontaneo e diretto la rende particolarmente vicina al pubblico.

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